LA BIOEQUIVALENZA

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C’è davvero differenza tra il farmaco “di marca” e il farmaco “generico” ?

dal punto di vista farmacologico, non esiste alcuna differenza tra un integratore di marca e un
integratore generico. Al momento della registrazione, il Ministero della Salute garantisce la pari
efficacia tra l’integratore equivalente e l’integratore di marca.
Dal punto di vista economico,
esiste invece una differenza di prezzo che può essere sostanziale : l’integratore equivalente è
più economico dell’integratore di marca. La scelta coinvolge medico, farmacista e paziente. L’informazione
sull’integratore equivalente fornita dal Farmacista permette al cittadino di scegliere
la cura più economica, ma non per questo meno efficace, e ciò rafforza un concetto fondamentale:
tutti devono avere accesso alle cure mediche.

Eppure, Secondo un recente rapporto della Fondazione GIMBE, l’Italia è fanalino di coda in
Europa per utilizzo dei farmaci generici più correttamente detti BIOEQUIVALENTI.
Questo è soprattutto dovuto alla mancanza di informazione e ad una confusione generale sul significato di farmaco generico e farmaco biosimilare.
Andiamo più a fondo e cerchiamo di scoprire di più su farmaci Bioequivalenti e farmaci “di marca”.

LA FRONTIERA BIOEQUIVALENTE

La bioequivalenza è un concetto per il quale due prodotti farmaceutici, uno generico ed uno “di
marca”, hanno la facoltà di rilasciare con stessa modalità, frequenza e concentrazione

lo stesso principio attivo. In sostanza, i due prodotti sono di fatto identici. Da un lato, la proposta del farmaco generico (o più correttamente “bioequivalente”) è diventata una realtà di fatto nelle farmacie e la precipitata capacità di acquisto da parte del paziente medio parla chiaramente di una impennata nelle vendite dei bioequivalenti rispetto ai farmaci di marca.
Ma non si tratta solo di convenienza economica. Se, per l’appunto, non c’è nessuna differenza tra il farmaco equivalente e quello di marca, allora la preferenza di uno rispetto a un altro risiede tutta nelle consuetudini dell’acquirente in farmacia e nella fiducia, costruita attraverso l’abitudine al consumo specifico, che risiede in un medicinale piuttosto che in un altro.

LE MECCANICHE DIETRO I NUMERI DEI BIOEQUIVALENTI

I dati raccontano che nel nostro Paese, in media, la popolazione è disposta a spendere oltre 1 miliardo in più per l’acquisto del farmaco di marca. A sostenere la maggior parte della spesa sono le regioni del Sud, paradossalmente più povere di quelle del Nord. Questa situazione è chiaramente incentivata da due grandi condizioni: quella di maggiore disponibilità monetaria da parte della Major farmaceutiche note, che possono garantirsi una divulgazione mediatica molto maggiore delle piccole case farmaceutiche costruendo così lo storytelling che ritengono opportuno, e la discrezionalità del medico che prescrive il farmaco, il quale ha la completa fiducia del paziente che si rimette alla scelta del professionista della salute e manterrà, con molta probabilità, quella scelta di cura nel futuro.

Inoltre, secondo una legge del governo Monti, se sulla ricetta il parere del medico curante è che il farmaco prescritto sia “non sostituibile” allora il farmacista non ha la libertà di proporre l’alternativa generica (o per meglio dire bioequivalente) dello stesso farmaco. A questo problema tra “generico” e “marca” se ne aggiunge un altro, che è direttamente conseguente : la percezione del paziente rispetto alla stessa composizione farmacologica della medicina che dovrà assumere. Secondo molte persone, la “vera medicina” non è quella naturale e, ancora, con “medicina naturale” pensa erroneamente all’Omeopatia quando non agli estratti d’erbe acquistabili in
erboristeria.

LA MANCATA INFORMAZIONE GENERA CONFUSIONE

Il concetto di Fitoterapia, come anche la cognizione del fatto che tutti i medicinali siano fatti, imprescindibilmente, di elementi naturali (altrimenti non potrebbe essere) viene ignorato da gran parte delle persone.

Molti farmacisti sono concordi su una cosa : i farmaci che regolarmente consumiamo sono per la stragrande maggioranza ricavati dalla lavorazione di molecole, microelementi di origine minerale o elementi essenziali originariamente presenti in piante, animali, nel nostro stesso organismo e, pertanto, il consumatore medio dovrebbe non ignorare che una “cura naturale” potrebbe avere più in comune con un prodotto farmaceutico di quanto si pensi. Molta gente reputa “chimica” qualcosa, usando impropriamente l’accezione, quando questa è creata in laboratorio, come se l’unica buona medicina fosse quella colta direttamente dall’albero oppure dal terreno.

Queste persone ignorano il fatto, volutamente o meno, che la chimica in sé è un insieme di processi che avvengono ogni giorno, ogni momento, proprio in natura. Le piante sono ricche di una varietà di composti che sono stati utilizzati nei farmaci per migliaia di anni, e che il progresso scientifico ha permesso di isolare e utilizzare, nelle forme più pure, all’interno dei farmaci. Dai fenoli agli antibiotici ai nuovi trattamenti per il cancro emergenti, i composti presenti in natura sono un’ottima fonte di guarigione per la medicina moderna.
Quasi il 25% dei farmaci prescritti in tutto il mondo si basa su principi attivi derivati dalle piante. Infatti, dei 177 farmaci approvati per il trattamento del cancro, il 70% si basa su prodotti naturali.

UNA INDAGINE DURATA DUE ANNI

E’ per questo che Fe.MaRo.Farma s.r.l. , nella persona del dottor Lorenzano, ha effettuato una indagine di geomarketing (una indagine di mercato divisa per settori geografici specifici) individuando le 5 patologie più diffuse sul territorio nazionale e il costo della loro cura (incapsulato nei Top Players di ciascuna farmacia per la specifica patologia) in maniera capillare, passando dalle regioni alle singole province. Sulla base dell’analisi di questi dati, ha cominciato a produrre i primi integratori bioequivalenti in Italia. Una realtà del Sud Italia che si è avventurata coraggiosamente controcorrente e che è stata premiata per la sua scelta originale come prima in un settore che sembrava ormai saturo e non più capace di offrire innovazione, per lo meno sul fronte della tutela del paziente. Gli integratori alimentari bioequivalenti di Fe.MaRo.Farma s.r.l. garantiscono la stessa efficacia di quelli più noti, ma con una accessibilità maggiore per il paziente.

Partendo dal presupposto che chiunque debba avere accesso alle cure mediche, Fe.MaRo.Farma si è posta come obiettivo di colmare in questo senso quei vuoti lasciati da prodotti che, fino ad ora, sono rimasti monopolio dei grandi marchi e che, per lo più, sono rappresentati dalla comunicazione di massa come prodotti ad accesso elitario. Cure “naturali” o “bio”, integratori alimentari più diversi (dal magnesio e potassio alla cheratina) il cui costo viene giustificato dalla stessa sostanza del naturale che essi contengono, dal fatto che siano per l’appunto differenti da un farmaco qualsiasi, il cui impatto viene pubblicizzato come meno invasivo rispetto al medicinale canonico.

Non solo: per alcune specifiche patologie, è la sola assunzione dell’integratore alimentare che viene consigliata ma, per la natura stessa della malattia trattata, l’integratore viene percepito come un medicinale vero e proprio, il che ne accresce il valore agli occhi dell’acquirente e dello stesso mercato.

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