La Fitoterapia: cos’è

fitoterapia omeopatia differenze medicina cura naturale femarofarma.it fe.maro.farma
Facebook
Follow by Email
RSS
Twitter
LinkedIn

Quante volte sentiamo parlare di Fitoterapia? Moltissime. Nelle pubblicità, sui giornali, sui social network. Molto spesso, come sinonimo o altervativa alla parola “omeopatia”. Ma è davvero così?

FITOTERAPIA E OMEOPATIA

Spesso, termini come “green”, “naturale” oppure “olistico” sono utilizzati impropriamente. Questo può creare una certa confusione nel consumatore, il quale non è spesso un esperto in materia ma, piuttosto, è condizionato dall’informazione veicolata ai fini della vendita. Un esempio molto chiaro di questo genere di condizionamento riguarda la medicina e l’omeopatia, che sono molto spesso confuse tra loro.  

Nella medicina convenzionale i farmaci o gli estratti curativi sono utilizzati, in generale, per combattere le malattie e i loro sintomi. Questo principio è noto come allopatia. L’ allopatia, in medicina, è la terapia classica che si fonda sul principio d’Ippocrate: contraria contrariis curantur («i contrari si curano con i contrari») ossia l’insieme di azioni contrarie a quelle che hanno causato i sintomi dei malesseri (fonte: enciclopedia Treccani). La fitoterapia si basa su questo principio, mentre l’omeopatia sull’esatto opposto. 

Nell’omeopatia, infatti, si applica il principio contrario a quello galenico più sopra espresso: similia similibus curantur («i simili si curano con i simili»). In omeopatia la teoria vuole che, in una forma molto più diluita (depotenziata), una sostanza che produce un certo fenomeno negativo in persone sane possa avere invece un effetto curativo su persone malate già affette dallo stesso fenomeno negativo.

Un punto comune dell’omeopatia e della fitoterapia è l’approccio olistico alla pratica della medicina, intesa come l’insieme delle azioni volte alla guarigione. Tuttavia, al contrario delle evidenze scientifiche a supporto della Fitoterapia, l’omeopatia non ha mai avuto chiari riscontri e, da poco, è stata dichiarata come non utile, dal momento che i prodotti omeopatici contengono quasi solo eccipienti e non principi attivi (in pratica, quasi sempre solo zucchero).

MEDICINA ERBORISTICA E OMEOPATIA: Due discipline separate

Come già detto, molte persone non distinguono tra medicina erboristica (Fitoterapia) ed Omeopatia. Entrambe prevedono la produzione di rimedi basati sul trattamento delle sostanze prodotte dalle piante (sebbene, in omeopatia, questo si estenda anche a sostanze di derivazione animale o minerale).

Questo, in qualche modo, sembra essere alla base della generale confusione rispetto alle due discipline, sebbene sia l’unico punto comune e sebbene le differenze tra le due siano assai più significative. In omeopatia le sostanze utilizzate, prima di tutto, sono diluite. Spesso lo sono al punto tale che non è più possibile provare alcuna tossicità delle stesse, perfino quando si tratta di veleni come l’arsenico o la belladonna. La critica afferma che questi prodotti, creati usando una specifica procedura chiamata succussione [In farmacologia, operazione di scuotimento di varie sostanze medicamentose durante la loro preparazione. fonte: enciclopedia Treccani ] sono talmente diluiti da diventare inefficaci del tutto. I promotori delle pratiche omeopatiche continuano, comunque, ad insistere sul fatto che maggiore sia la diluizione, maggiori siano gli effetti. In questi casi, gli omeopati fanno riferimento a trasferimenti di energie e vibrazioni provenienti dalle sostanze alla base del medicamento che si legherebbero alle sostanze di supporto del medicamento stesso (spesso zucchero, alcol o soluzioni a base di lattosio).

Secondo i principi classici dell’omeopatia, l’osservazione degli stati fisici e mentali del paziente stabilisce quale sia il rimedio da sottoporre perché, a dispetto di comuni sintomatologie, ciascun paziente è un caso a sé stante (sempre secondo l’ottica olistica).

Così, la guarigione stessa in omeopatia si basa sul principio di similarità stabilito da Samuel Hahnemann (1755-1843), il fondatore dell’omeopatia. Dopo avere letto un resoconto circa le piante della famiglia cinchona (un genere di piante arboree della famiglia delle Rubiaceae, diffuso sulle Ande) le quali possono curare la febbre malarica, il fisico di Leipzig sperimentò su sé stesso quanto affermato nel resoconto, osservando che l’assunzione della pianta suscitava stati severi di febbre. Credette perciò di avere scoperto un principio universale: il simile cura il simile, se assunto in dose minore.

Gli oppositori dell’omeopatia dichiarano spesso che non è tanto spesso il rimedio sottoposto, ma la consultazione del paziente con il medico od il terapista omeopata a procurare l’effetto guaritore. Un vero e proprio effetto placebo. Al contrario, i sostenitori della pratica fanno spesso notare che l’omeopatia sembra essere molto efficace sui bambini e sugli animali.

Fitoterapia: Medicina dalle piante

E’ dall’alba dei tempi che l’umanità conosce le erbe medicinali, o erbe curative. Si intende, con questa accezione, l’interezza delle piante delle quali sono note le proprietà terapeutiche, tra cui rientrano (benché non formalmente “erbe”) anche funghi o licheni. Tuttavia, le tecniche della moderna medicina hanno permesso di individuare i medicinali fitoterapici veri e propri, distinti dai prodotti di erboristeria e dalle erbe semplici. Quando si parla di Fitoterapia, si parla di “medicina basata sulle piante” [dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura)]. Con “medicina basata sulle piante” si intende quel tipo di medicina basata sull’assunzione di farmaci prodotti spesso con una tecnica di essiccazione ma anche con trattamento di piante e semi freschi, provenienti da centri di coltivazione controllati.

IN CONCLUSIONE

La Fitoterapia, al contrario dell’omeopatia, si basa su principi scientifici e regolarmente dimostrati attraverso studi e ricerche. Si parla infatti di farmaci propriamente detti, o droghe, solo nel caso della Fitoterapia. In farmacologia, un prodotto di questo tipo [fitoterapico] viene detto “droga” poiché origina dalla tecnica di essiccazione nota come “droge” o “droog” usata nel 15th secolo. In farmacologia, appunto, droga è ogni prodotto naturale, vegetale o animale, contenente uno o più principi attivi (alcaloidi, glicosidi, olî essenziali, sostanze amare, purgative, aromatiche, ecc.), e che, opportunamente preparato e conservato, trova indicazioni terapeutiche o sperimentali che sono oggetto di studio della farmacognosia. (fonte: enciclopedia Treccani ) . Come già specificato, invece, in omeopatia manca il principio attivo e resta solo l’eccipiente.

I medicinali fitoterapici sono quindi tutti quei medicinali il cui principio attivo è una sostanza vegetale. Questi medicinali sono stati ufficialmente approvati dall’AIFA, che ne ha verificato la loro qualità, efficacia e sicurezza, e sono venduti esclusivamente nelle farmacie, alcuni dietro presentazione di ricetta medica ed altri come medicinali senza obbligo di prescrizione o medicinali da banco.

(Per maggiori approfondimenti consultare il sito internet dell’Agenzia Italiana del Farmaco.)

Hai trovato interessante l’articolo? Condividilo!

Facebook
Follow by Email
RSS
Twitter
LinkedIn

FacebookLinkedInYouTube