Migliorare le Difese Immunitarie in Adulti e Bambini

femarofarma blog migliorare il sistema immunitario in adulti e bambini
Facebook
Follow by Email
RSS
Twitter
LinkedIn

In periodi particolari dell’anno, il nostro sistema immunitario si ritrova ad essere messo alla prova dagli agenti del tempo atmosferico, da condizioni poco favorevoli come la comparsa dei malanni stagionali o da particolari condizioni di Stress poiché, come è noto, quest’ultimo abbassa le difese immunitarie e aumenta la secrezione di cortisolo.

Nel caso dei bambini, questi migliorano il loro sistema immunitario entrando in contatto e combattendo una serie continua di batteri, virus e altri organismi, motivo per cui molti pediatri considerano del tutto normali 6-8 raffreddori, attacchi di influenza o infezioni dell’orecchio all’anno.

AIUTARE IL SISTEMA IMMUNITARIO : COME?

Le cause di un sistema immunitario deficitario possono variare molto ma, principalmente, possono essere riconosciute due condizioni specifiche:

  • immunodeficienze primarie, con le quali si intendono malattie rare in cui il sistema immunitario non è capace di produrre gli anticorpi o le cellule difensive verso gli agenti microbici presenti nell’ambiente. Anche alcune gravi allergie rientrano in questo contesto.
  • immunodeficienze secondarie, che insorgono a causa di patologie sistemiche (diabete, HIV), malattie gravi prolungate o trattamenti immunodepressivi (come la chemioterapia). Questo tipo di immunodeficienza colpisce anche i malati gravi come quelli ospedalizzati e le persone anziane, o in persone malnutrite.

Da un punto di vista fisiopatologico, l’immunodeficienza consiste in una riduzione del numero di globuli bianchi nel sangue, una condizione nota col termine medico di “leucopenia”.

A differenza delle forme primarie, le forme secondarie sono potenzialmente risolvibili agendo sulla causa che le determina. Specificatamente, le principali cause delle difese immunitarie basse sono da riferirsi a alle cattive abitudini alimentari, allo stress psicofisico e  alla mancanza di sonno.

Nutrizione, alimentazione e dieta

Perché l’alimentazione è un fattore importante? Per via dei processi biochimici che gli organismi viventi operano per mantenersi in vita.

Quello che ingeriamo viene processato perché le sostanze nutritive utili siano metabolizzate dal corpo, consentendogli le normali funzionalità. Nel caso specifico dell’uomo, tuttavia, la variazione rapida della dieta avvenuta nel tempo altresì breve della propria evoluzione (se si considerano i milioni di anni che normalmente impiegano le specie per raggiungere nuovi apici evolutivi) ha fatto sì che il nostro sistema fosse deficitario di alcuni micronutrienti, che abbiamo bisogno di introdurre nel corpo attraverso il cibo, spesso non assunto nelle quantità adeguate al fabbisogno nutrizionale giornaliero.

Per esempio, cani e gatti, che nel loro percorso evolutivo non si sono alimentati con cibi ricchi di Vitamina C, sono in grado di produrla da soli: l’uomo, che per gran parte del suo percorso evolutivo si è nutrito di alimenti ricchi di questa molecola, non ha sviluppato una via biochimica per produrla autonomamente.

Alimentazione e difese immunitarie basse

E’ comprovato dalla letteratura scientifica e dall’EFSA (European Food Safety Authority) che determinati micronutrienti sono necessari per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Per questo, i micro e macro nutrienti assunti attraverso il cibo sono essenziali per la buona salute della persona. E’ altresì noto che persone denutrite abbiano sistemi immunitari compromessi, oltre ad essere psicofisicamente debilitate. E’ pertanto essenziale, anche per la salute del bambino, nutrirlo correttamente dai primi mesi di vita. La flora intestinale dei neonati è costituita soprattutto da bifidobatteri, cosiddetti ‘batteri buoni’. Per sviluppare una flora di questo tipo c’è un gruppo speciale di oligosaccaridi prebiotici deputati allo scopo e contenuti nel latte materno.

Il latte umano è quasi sterile ed ha una composizione unica: oltre a carboidrati, proteine, grassi e oligosaccaridi prebiotici, contiene anche acidi grassi polinsaturi a catena lunga (LCP), nucleotidi, vitamine, minerali, oligoelementi e speciali agenti di difesa come IgA (immunoglobine), leucociti e lattoferrina.

Grazie alla sua particolare composizione, il latte materno rafforza il sistema immunitario del bambino e lo aiuta a essere più forte contro le malattie e le allergie. Per questo l’esclusivo allattamento al seno nei primi 6 mesi di vita rappresenta l’alimentazione migliore. L’educazione alimentare è quindi molto importante già dallo svezzamento, perché si continui a curare la salute del corpo attraverso l’assunzione degli elementi essenziali. L’EFSA, che indica come elementi che “contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario”:

Vitamine:

  • A
  • D
  • C
  • B6
  • B12
  • Acido folico

Minerali

  • Ferro
  • Rame
  • Selenio
  • Zinco

INTEGRAZIONE ALL’ALIMENTAZIONE PER IL MIGLIORAMENTO DELLE DIFESE IMMUNITARIE

A supporto di una carenza di macro e micro nutrienti nell’alimentazione di tutti i giorni esistono una serie di prodotti farmaceutici specifici capaci di sopperire alla mancanza di determinate sostanze nutritive: questi sono gli integratori alimentari. Un integratore non è da intendersi quale sostituto di una dieta sana, ma solo come supporto ad una stessa.

Fe.MaRo.Farma produce specificatamente una linea di prodotti individuabili come integratori. Tra questi, il FOL-B è sicuramente il tipo specifico per le difese immunitarie. Comprensivo di Vitamine del gruppo B ed Acido Folico, aiuta il corretto sviluppo e mantenimento del sistema energetico e difensivo del corpo. Trovi Fol-B in Farmacia e Parafarmacia. Leggi le Specifiche del Prodotto

Stress e difese immunitarie

La seconda causa di calo di difese immunitarie è lo Stress. Non è ancora chiaro quale sia il processo esatto che conduce al calo di suddette difese, ma è evidente che uno stress psicologico o fisico, se protratto nel tempo in modo cronico, è spesso associato ad un’alterazione del numero e del tipo di globuli bianchi così come delle sostanze difensive da essi prodotte (citochine, interferoni ecc.), portando a una complessiva riduzione della capacità dell’organismo di difendersi dagli agenti patogeni.

Alle difese immunitarie basse corrisponde un aumentato rischio di incorrere in patologie infettive, disturbi cutanei e infiammazione delle mucose. Questo avviene principalmente mediante il cosiddetto “asse ipotalamo-ipofisi-surrene” che, attivandosi a seguito di eventi interpretati dall’organismo come stressanti, produce il cortisolo. Se protratto nel tempo, l’aumento dei livelli di cortisolo manifesta effetti immunosoppressivi simili quelli dei farmaci corticosteroidi (cortisone).

Il cortisolo, così come il cortisone, agisce a livello dei linfociti T causando la diminuzione del sottogruppo preposto a sostenere la risposta immunitaria. Tali effetti possono essere la causa delle difese immunitarie basse nei soggetti sottoposti a stress cronico.

RIPOSO E DIFESE IMMUNITARIE

Ultima ma non ultima causa dei deficit immunitari è l’alterazione del ciclo del sonno. Dormire poco o male, infatti, può essere causa di difese immunitarie basse. Il collegamento tra qualità e ore di sonno e le difese immunitarie è noto da tempo, ma è stato recentemente confermato da uno studio dell’Università di Washington su 11 coppie di gemelli omozigoti (cioè gemelli con il patrimonio genetico identico) con abitudini di riposo differenti.

I ricercatori hanno potuto verificare che i soggetti che dormivano di meno, o peggio, avevano difese immunitarie più basse rispetto ai fratelli. Quel terzo della nostra vita che passiamo dormendo non è quindi tempo sprecato: il sonno aiuta a rinforzare il sistema immunitario.

Nei bambini, è noto, il riposo è importantissimo : è durante le ore di sonno che i più piccoli producono la somatrotropina o ormone GH, l’ormone della crescita. Nell’uomo i valori plasmatici di GH variano da 1 a 5 ng/ml, con picchi anche di 10 ng/ml sotto stress o dopo un superallenamento. La secrezione è pulsatile con picchi più frequenti e più ampi nelle prime ore di sonno notturno.

Un deficit di GH nel bambino compromette la crescita, lo sviluppo di genitali e tratti somatici; contemporaneamente aumentano anche gli accumuli adiposi nell’addome.

Negli adulti, si assiste invece ad una riduzione della massa muscolare e ad un contemporaneo aumento di quella adiposa, alla comparsa di alterazioni metaboliche, ad una aumentata fragilità ossea e ad una ridotta tolleranza dell’esercizio fisico.

Tornando al sonno e alle difese immunitarie : uno studio della Yale University School of Medicine pubblicato dalla rivista Immunity conclude che il nostro sistema immunitario è più debole durante le ore notturne. In altre parole, quando si dorme si è più vulnerabili alle infezioni. Dunque non solo regolarizzazioni importanti degli stati ormonali, ma anche delle proteine utili alle nostre difese.

Lo studio Americano, infatti, concentrandosi su una particolare proteina detta TLR-9 ( presente sulla superficie delle cellule del sistema immunitario e di fondamentale importanza nella risposta agli agenti esterni) ha mostrato che quando alcuni animali da laboratorio vengono infettati, la loro capacità di risposta varia a seconda dell’ora del giorno di esposizione all’agente patogeno. In particolare è risultata dipendente dai livelli di TLR-9, presente in quantità elevate durante la veglia e in maniera minore nella notte. Un dato che coincide in maniera impressionante con quelli relativi alle morti per sepsi, ovvero per infezione generalizzata. In questo caso infatti le infezioni letali nell’uomo si registrano molto spesso nella notte. Nello studio è stato anche dimostrato come l’immunizzazione creata da un vaccino dipenda dall’ora in cui viene somministrato. (fonte: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/altre-news/ecco-perche-ci-si-ammala-di-notte )

La regolarità dei cicli circadiani (alternanza veglia-sonno nell’arco di 24 ore) è perciò estremamente importante per la salute e il benessere della persona.

(Per maggiori approfondimenti consultare il sito internet dell’Agenzia Italiana del Farmaco.)

Hai trovato interessante l’articolo? Condividilo!

Facebook
Follow by Email
RSS
Twitter
LinkedIn

FacebookLinkedInYouTube