Stress psicologico e covid

Giulia Boulaares Psicologa Dottoressa stress e covid femarofarma fe.maro.farma informa rubrica blog notizie coronavirus covid-19
Come sta reagendo su di noi questa pandemia?

PENSATE A QUESTO PERIODO DI COVID DA QUANDO METTI PIEDE FUORI CASA A QUANDO TORNI SEI IN STATO DI ALLARME E

In questo periodo di emergenza CORONAVIRUS – in cui le persone sono state chiamate alla responsabilità di non uscire, di ridefinire i propri rapporti interpersonali, di modificare le proprie abitudini quotidiane – di quarantena e isolamento, è più che mai importante togliere il velo del pregiudizio e dello stigma sociale nei confronti della salute mentale.

Tra la gente comune sono diffusi stati d’ansia, preoccupazione e paura. La reazione ansiosa ha una natura fisiologica e naturale. Quello dell’ansia è un meccanismo fisiologico che la psiche umana attiva in presenza di un pericolo o di uno stato di allarme: si tratta di una reazione adattiva che, entro certi limiti, può rivelarsi preziosa e adattiva. Oltre quel limite, però, è causa di profondo stress per l’organismo, sia a livello fisico che psicologico. Avere paura presuppone la presenza di un pericolo definito e determinato e le modificazioni del sistema neurovegetativo (accelerazione della frequenza cardiaca, aumento della pressione sanguigna, l’aumento della sudorazione) preparano l’organismo all’azione finalizzata alla difesa dal pericolo.

Lo stress può essere visto come una reazione da parte del nostro corpo a un cambiamento: ogni giorno subiamo dello stress, ma per fortuna la maggior parte di questo è positivo e ci serve per migliorare la nostra esistenza e la nostra condizione sia fisica che mentale.

Quando però lo stress diventa troppo forte e perdura per troppo tempo può diventare causa di moltissimi problemi sia a livello mentale, sia a livello fisiologico del nostro corpo.

Un celebre Medico il dr.Hans Selye : Anni 30’ pubblico uno studio sullo stress
SINDROME DI ADATTAMENTO GENERALE”

1-REAZIONE DI ALLARME
l’organismo si accorge dello stress,è infastidito e reagisce con una serie di modalità di accensione dell’organismo( covid videochiamate sport attivazioni varie)simile forse al primo lockdown di marzo.

In questa prima fase detta di allarme il corpo si impegna totalmente a richiamare tutte le forze e le energie per far fronte allo stressor nel migliore dei modi. La principale reazione interna è la produzione di adrenalina (catecolamine) con conseguente aumento del battito cardiaco: il corpo si prepara alla classica risposta “combatti o fuggi”, dominata dal nostro istinto di sopravvivenza.

Il nostro corpo percepisce una novità, ma come tale la interpreta come possibile pericolo reagendo di conseguenza: in questo caso il protagonista è sicuramente l’ipotalamo.

Questa importante area dell’encefalo agisce attraverso tre vie:

secrezione di cortisolo, adrenalina e noradrenalina (aumento pari anche a 10 volte il normale)
produzione di antidolorifici naturali del corpo, le betaendorfine, che innalzando la soglia del dolore permettono di sopportare meglio traumi, sforzi e tensioni emotive
attraverso il sistema simpatico inibizione del funzionamento dell’apparato digerente e stimolazione di altri sistemi come quello vascolare, muscolare liscio e ghiandolare

2-RESISTERE ALLO STRESS è quella in cui tutti noi oggi siamo immersi.
In questa fase non si avverte più la sensazione di disagio : lo stress è rimosso e inglobato.
Sappiamo infatti che il sistema nervoso centrale tende a reagire alle differenze , non agli stimoli ambentali costanti.
In questa fase infatti l’accelerazione della fase inziale continua ,ma la persona non ha la consapevolezza di essere sottoposta a stimoli

Questo è il momento più importante, nel quale il nostro organismo si adegua alle nuove circostanza e cerca di resistere finché l’elemento stressante non scompare.

In questa fase di resistenza abbiamo la sovrapproduzione di cortisolo che causa un indebolimento delle difese immunitarie, arrivando fino alla loro soppressione: questo inizialmente non causa problemi, ma nel lungo periodo con uno stress cronico rende molto più probabile l’attecchimento di molte malattie virali, batteriche e si pensa anche autoimmuni come l’artrite reumatoide o la sclerosi multipla.

3-ESAURIMENTO DELLE RISORSE il sintomo si manifesta sul piano somatico( insonnia mal di testa difficoltà alimentari tensioni muscolari ) e psichico (noia ansia attacchi di panico paura).

Questa è la fase conclusiva dello stress che assicura al corpo il riposo necessario per rimettersi completamente; in genere comincia quando l’organismo percepisce il pericolo come finito o quando le energie cominciano a venir meno.

Quando la fase di resistenza termina, si possono presentare due casi:

Le energie non sono esaurite del tutto e la persona avverte la fase di esaurimento come un torpore benefico rilassante, con una sensibile sensazione di debolezza e lassità (come dopo una competizione o un rapporto sessuale)
la fase di resistenza è durata troppo e l’esaurimento è dovuto alla completa mancanza di energie, con periodi di recupero lunghi e debilitanti (anche depressivi)

COSA CI ACCADE?

BLOCCHI EMOZIONALI emozioni non consce dall’ambiente e percepiamo TENSIONI MUSCOLARI che hanno la funzione di non far sentire consapevolmente le emozoni.

SE LA TENSIONE DEL NON SENTIRE SI RIVERSA SUL CORPO,NON SENTIAMO NE LA TENSIONE NE Ciò CHE LA TENSIONE STAVA TRATTENENDO

IL FATTO CHE SIAMO ABITUATI A STARE DI QUA CON LA PAURA,NON SAPPIAMO COSA C’è ALDILA DELLA PAURA SE LA ASCOLTIAMO E SUPERIAMO.

SE RIESCO AD ACCETTARE IL MIO SENSO DI TRISTEZZA,VUOTO E DISPERAZIONE SENZA PER QUESTO CROGIOLARMI DENTO Può AVVENIRE UN CAMBIAMENTO.

La persona si percepisce dunque attiva e capace di fare qualcosa per proteggersi. Al contrario quando, come nel caso dell’epidemia che stiamo vivendo, il pericolo non è determinato e definito l’emozione che ne consegue è l’angoscia, che pone l’organismo in una condizione di impotenza e impossibilità di azione…viene fuori la nostra fragilità. L’angoscia travolge e genera la sensazione di essere passivi ed impotenti di fronte ad un pericolo incombente, travolgente, onnipotente.
In questo momento risulta molto utile, per preservare quanto più possibile la qualità della vita, fornire supporto, sostegno ed informazioni ai cittadini che si trovano in difficoltà, per gestire e contrastare le conseguenze psicologiche del CORONAVIRUS, e non attendere che l’evento traumatico possa scardinare l’equilibrio psichico della popolazione.

QUALE SOLUZIONE QUINDI?

RICOMINCIARE A SENTIRSI SICURI

TORNARE CON I PIEDI TERRA

“GROUNDING”

ll concetto di “grounding” può essere considerato, insieme alla respirazione, uno dei
pilastri della teoria e della pratica bioenergetica. Nonostante non vi sia un termine
corrispondente in italiano, il grounding può essere definito come “radicamento”,
ovvero la capacità dell’individuo di sentirsi ancorato, “radicato” appunto, al terreno. Il
grounding in bioenergetica riveste un significato ampio che coinvolge allo stesso
tempo una dimensione psicologica ed una condizione specificatamente corporea.

Il sentimento di sicurezza interiore ha origine nelle prime fasi di vita del bambino e in
particolare in quelle esperienze di cura amorevoli ed accoglienti che la madre ha
saputo donare. Alla nascita il bambino, infatti, dipende dalla madre per il
sostentamento. Questo sentimento per il neonato e per il bambino è qualcosa di più del
nutrimento, il bambino ha bisogno di amore, sicurezza, di soddisfazioni narcisistiche.
Interessante a tal proposito è il famoso studio sulle scimmie di Harlow (1958) in cui egli
dimostrava che la necessità di contatto fisico è un bisogno primario e indipendente da
quello relativo al soddisfacimento dei bisogni fisiologici, e che il legame di
attaccamento madre-figlio è qualcosa di più che l’esito di un rapporto strumentale
finalizzato all’ottenimento di cibo da parte del cucciolo. Questa stesso nutrimento di cui
necessita il bambino è rintracciabile nel sentimento di grounding materno.

Il grounding è simile alla messa a terra di un circuito elettrico ad alta tensione, che ha
la funzione di scaricare l’energia e l’eccitazione del corpo in eccesso. Così come in un
sistema elettrico, nell’organismo un accumulo di carica potrebbe essere altrettanto
pericoloso se le basi non sono sufficientemente solide. Ecco perché un solido
radicamento con il suolo permette, non solo un sostegno maggiore, ma anche una
maggior capacità di sostenere e mantenere uno stato di forte carica emotiva senza
entrare in stato di sovreccitazione o di ansia.

Molte sono le espressioni utilizzate nel linguaggio comune e che implicano un
significato psicologico. L’espressione “rimettere i piedi in terra”o “reggersi in piedi
da soli” rimandano proprio all’ acquisizione di un senso della realtà o del sostenere il
proprio punto di vista. O spesso si dice che alcune persone hanno la “testa tra le
nuvole”.

Il grounding facilita l’esperienza di piacere e di protendersi verso il mondo per
ottenere una maggior “nutrimento” in tutte le aree della propria vita. Una persona
“grounded” affonda le sue radici nella propria natura istintuale o corporea. Egli è il
suo corpo. Il radicamento a terra quindi permette il nutrimento anche di quella spinta
“spirituale”, che è collegata al cuore e alla testa. Se le gambe sono ben ancorate al
suolo, le braccia possono estendersi in fuori e in alto verso il cielo senza per questo
“spiccare il volo”

STARE SULLE GAMBE GROUNDING
Può darsi che in un momento della nostra infanzia le abbiamo irrigidite per non sentire la debolezza e tirare avanti ( simile ad adesso covid) per non sentire la paura di essere abbandonati o per sforzarci di stare al passo con le esigenze del mondo.
Quindi se respiriamo e ci ascoltiamo forse scopriamo oggi di avere quella forza .
Riduciamo la tensione tramite il respiro e cogliamone i significati.

RESPIRAZIONE E GROUNDING

Grazie dell’attenzione

DOTT.SSA PSICOLOGA CLINICA BOULAARES GIULIA

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